OTTO MARZO, pensieri poetici da “Uno scrigno è l’amore” 2007

OTTO MARZO, poesia

Da Uno scrigno è l’amore 2007

Fiori d’oro nei capelli,
muschio bianco sulle labbra
e negli occhi
l’incantevole diletto
dei primi brividi d’amore,
smarriti nelle trasparenze
di un candido velo.

E poi l’insonne vagare,
la fronte aggrottata,
i silenzi di mani
già venate d’azzurro,

timide spose
che han perduto i loro fiori
e li cercano smarrite
su veli ormai ingialliti
ma mai dimenticati.

Pochi fiori d’oro
per le donne ferme sulla porta di casa,
altere eppur belle
nel volto senza età,
come visto attraverso un velo
che ne offusca un poco il rimpianto.

Primula sotto la Cornagera, Amora di Aviatico Bergamo
Primula sotto la Cornagera, Amora di Aviatico Bergamo

Per saperne di più sulla poesia ecco due link:

8 Marzo e anche Giornata della Donna

LA MIA PROSA

MI SCOPRO DONNA, ANCHE SE NON LO VORREI

Pagine di diario di un’adolescente studentessa degli Anni Settanta, per le donne di ogni tempo e di ogni luogo

“30 SETTEMBRE 1978

Una femminista parla col megafono. I capelli lunghi gettati sulle spalle che coprono il viso, jeans sbiaditi su un camicione largo, seduta nella piazza contro il muro a combattere la sua guerra dei sessi, con un cartellone alle spalle, una sigaretta in mano, e tanta voce, forte, alta, che risuona nelle orecchie dei passanti, dell’avvocato e del padrone, della donnina, della puttana, della studentessa, della suora, del comunista e del “ciellino”.

Chi urla, chi disprezza, chi la compatisce e tira avanti, pensando che i suoi figli «Per fortuna non sono come quella lì, che grida parità e aborto libero, la sconcia!»

Ma la gente non sa che lei lotta per tutte le donne, per le puttane e le massaie, per le padrone e le suore, tutte donne, tutte femmine che i maschi pretendono.

Se ne sta lì ore e ore, finché tramonta il sole, e il giorno dopo ancora lì a gridare che il corpo è suo, che non è un oggetto da usare, che ha un cuore e che può far male, anche contro i preti e i religiosi, oppure contro le casalinghe, povere sciocche ancora legate a leggi ormai passate.

La femminista è sempre lì, a combattere la sua guerra dei sessi, in una lotta difficile che forse qualcuno capirà.

23 DICEMBRE 1979,  notte

Ogni giorno mi sembra di diventare sempre più adulta e accetto ciò che la vita mi offre. Agisco nella scuola, vivo, e non trema il mio cuore. Ma di fronte alla morte e a Dio cosa valgo io e cosa valgono le mie parole, il mio agire? E io che cosa sono?

Forse un granello sul fondo del grande mare o un fiore in una pianura sconfinata. Osservo il cielo, la sera, e la mia angoscia, il mio dubbio si fanno sempre più grandi. Forse ho solo paura, quando guardo le stelle e tremo di fronte all’infinito.

Nello specchio i capelli ribelli, la frangia sugli occhi, il solito sorriso che tante volte non vorrei avere. I soliti jeans, la scrivania per le ore di studio interminabili (anche ieri fino a mezzanotte per filosofia), e il quaderno delle poesie. Mi piaccio così, piena di complessi, perché tiro avanti, nonostante tutto.

Le solite scarpe da ginnastica, la solita bicicletta, sembra nulla sia cambiato, ma se guardo dentro, mi scopro donna, anche se non lo vorrei.”

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