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Le Ali dell'Aurora

Parole di Poesia, Narrazioni di Vita

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Rosso Tramonto Altopiano Selvino Aviatico

Shoah, Giorno della Memoria, 27 Gennaio

Per tutti i bambini vittime delle guerre,

per tutti i bambini perduti al cuore,

per tutti i bambini strappati al cielo…

“Ora sono nel vento…”

LA MIA POESIA

BIMBA DEL KOSOVO

Apristi gli occhi
–acque chiare-
in uno sfondo cupo di tempesta.

E passò su di te il vento.

(Da Nel migrar dei giorni 2000)

Amora Alta foto di Aurora Cantini

UNA MIA RIFLESSIONE

La solitudine dell’uomo  avanza sul filo dell’orizzonte, artiglia anima e cuore di chi, spaesato, arranca lungo i viali. Intorno solo silenzio, schegge di acciaio e cemento svettanti fino al cielo, nubi basse come corona al dolore dell’uomo. Porta il grigio di sere solitarie, il gelo delle finestre vuote sul mondo. Questa solitudine si stende sui prati senza voci di bimbi, né giochi, né tramonto rosso. In ogni tempo, in ogni luogo i bambini vengono offerti come fiori di sacrificio alla divinità dell’uomo. E il loro muto grido echeggia nelle stanze vuote della memoria. Ma l’uomo non vuole ascoltare.

POESIE DI DUE BAMBINE DELLE SCUOLE PRIMARIE

UN SOGNO AD OCCHI APERTI

 Io ho un sogno,

volo nel cielo,

canto una canzone,

gioco sulle nuvole

e ballo con gli uccellini.

Parlo con il sole,

è una meraviglia,

volo con la mia bici,

vedo un arcobaleno smagliante

nel cielo azzurro.

 E’ un sogno ad occhi aperti.

(Neva)

IO HO UN SOGNO DA TUTTA LA VITA

Io ho un sogno da tutta la vita.

Desidero volare il cielo,

raccogliere i frammenti di stelle

e spargerli sulle persone

che non hanno più la speranza

dentro di loro

e illuminargli il cuore.

Desidero raggiungere le nuvole

e saltellarci sopra leggermente.

Infine voglio entrare

nel magico paradiso

e abbracciare il giovane spirito nella gioia.

(Sofia)

GLI APPROFONDIMENTI

Qui di seguito altre poesie a tema:

I diritti dei bambini in poesia

e anche Piccola profuga.

Per saperne di più sulla Giornata Mondiale dell’Infanzia si può cliccare qui: http://www.giornatamondialedelbambino.org/ 

 

 

diploma concorso poesia Giuseppe Longhi sezione studenti

diploma concorso poesia Giuseppe Longhi sezione studenti

Concorso Internazionale di poesia e prosa

“Giuseppe Longhi” Romano di Lombardia,

Sezione Poesia Studenti 22 dicembre 2011

LA POESIA SECONDA CLASSIFICATA

ERI TU…

Eri tu…
Calde spiagge e alte palme,
l’atmosfera del tramonto
che addormenta conchiglie e ricordi,
prati di tulipani e margherite,
vola, gioca e balla
con un girotondo di fate solari,
chiudi gli occhi  e pensa di addormentarti
sulle onde del mare
e sogna mille giorni felici!
Eri tu…
bambino d’Africa.

(Gloria A. Classe quarta Scuola Primaria di Pradalunga)

Luce d’Altopiano, foto di Aurora Cantini

BAMBINI CHE SCRIVONO

“Caro diario, oggi per te non ho segreti. Mi piace tanto il profumo delle pagnotte o del pane appena sfornato, i fiori perché sono colorati e profumati, l’arcobaleno perché sembra una scia che ti trasporta chissà dove, le pietre perché sono luccicanti e rare, i dolci perché sono deliziosi, gli orecchini perché risaltano il viso di una persona, i vasi perché sono originali e di ceramica o vetro, le altalene perché sembra di volare, la neve perché è fresca e pura… Detesto il sole molto afoso o secco, le pettegole perché vanno sempre a spifferare tutto, i giornalisti o pubblicitari che intervistano o disturbano le persone, l’inchiostro perché sporca le mani, gli insetti perché sono piccoli e a volte fastidiosi come le mosche, i film horror, le persone che mostrano indipendenza o che ti mettono sulle spine.

Per me una persona è mia amica quando è solare, intelligente, simpatica, sincera e sa quando è il momento giusto di scherzare oppure di consolarti, non parla male degli altri e non è una pettegola, è responsabile e non infantile ma a volte si può fare qualche eccezione. Vorrei tanto essere un’aquila così posso volare alla velocità del vento, oppure vorrei essere un cavallo selvaggio come Spirit per correre in praterie, libero e vorrei tanto visitare tutto il mondo, compresi anche i villaggi.

Mi sento sola quando litigo con le mie amiche e poi non ho più nessuno con cui giocare, quando sono triste, piango e non c’è nessuno che mi può consolare. Infine vorrei dirti: mi accetto per quello che sono e certe volte mi rendo fortunata ad avere delle cose così belle, mentre altri invece purtroppo non le possono avere. Vorrei dirti che anche se sei un diario e non puoi comprendere i miei sentimenti o le mie emozioni non fa niente, e poi anche tu sei molto fortunato, perché alcune persone hanno molta fiducia e sicurezza con te, anche se sei un piccolo diario. (Gloria)

L'Eco di Bergamo, articolo presentazione AVSI con Luigi Oldani e Aurora Cantini

L’Eco di Bergamo Dalmine AVSI per l’Africa, Luigi Oldani e Aurora Cantiini

L’Eco di Bergamo e l’iniziativa dell’AVSI

per l’emergenza fame in Corno d’Africa

Luigi Oldani e Aurora Cantini, Sala consiliare Dalmine

Luigi Oldani e Aurora Cantini, Sala consiliare Dalmine

Presentazione del Progetto “In cerca di cibo”

con litografie dello scultore Luigi Oldani e poesia di Aurora Cantini

La giornata di presentazione del Progetto “In cerca di cibo” promosso dallo scultore Luigi Oldani a sostegno dell’AVSI per l’Emergenza cibo in Corno d’Africa ha avuto luogo nella Sala Consiliare del Comune di Dalmine.
Insieme ad Aurora Cantini era presente il professor Cesare Morali Presidente del Circolo Artisti Bergamaschi e lo scultore Luigi Oldani. Ha partecipato il sindaco di Dalmine Claudia Terzi e l’assessore alla cultura Gianluca Iodice. Con loro anche il Presidente sezione Bergamo dell’AVSI Giulio Galbiati e la coordinatrice della manifestazione Augusta Frigeni.

In Africa Orientale più di 11 milioni di persone stanno soffrendo la fame e la carestia. Mancano scuole e interventi sanitari. Soprattutto i bambini, Speranza del futuro, sono già condannati all’oblio. Ecco allora l’importanza di Organizzazioni umanitarie non governative, ONLUS, come l’AVSI. Da anni si fanno carico di portare avanti un messaggio di luce e fratellanza. Lavorano sul campo attraverso la costruzione, l’insegnamento, il rinforzo e il sostegno, affinchè ogni persona possa condurre con dignità e laboriosità una vita equa e aperta al mondo.

IN CERCA DI CIBO

Con l’iniziativa “In cerca di cibo, dacci il nostro pane quotidiano” grazie al dono dell’artista bergamasco Luigi Oldani, la Fondazione AVSI vuole tenere viva l’attenzione sul dramma del Corno d’Africa. Lo scopo è raccogliere fondi a sostegno della propria azione nel campo profughi di Dadaab.

AVSI ONG italiana, www.avsi.org, impegnata da oltre 30 anni in 40 paesi del mondo in Progetti di cooperazione allo sviluppo, è in prima linea accanto alla popolazione nei campi profughi di Dadaab, l’agglomerato urbano più grande del mondo.

Dadaab è un campo profughi in Kenia in cui si rifugiano quotidianamente centinaia di famiglie somale. Esse fuggono la sete e la fame e AVSI lavora affinché le persone che arrivano possano ricominciare una vita degna. In particolare si occupa di Educazione, su richiesta dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati, l’UNHCR, e della Cooperazione Italiana per lo Sviluppo del Ministero degli Affari Esteri, in collaborazione con la Mount Kenia University e l’UNICEF.

IL CAMPO PROFUGHI

Dadaab si trova a 500 chilometri da Nairobi, a 80 chilometri dal confine con la Somalia. Il Campo Profughi è costituito da tre sezioni, che coprono un’area di 50 chilometri quadrati. È stato realizzato per le popolazioni che scappavano dal loro paese a causa delle guerre civili e delle condizioni disumane a cui erano soggette.

Secondo le statistiche a inizio 2011 erano presenti quasi 400.000 persone, di cui quasi 200.000 bambini e ragazzi fino ai 17 anni. La popolazione maggiormente presente è somala, mentre il resto proviene dall’Etiopia e da altri paesi africani.

Da gennaio 2011 la situazione è ulteriormente peggiorata, a causa del grande afflusso di persone che scappano dalla Somalia per la siccità che da oltre 3 anni affligge il Paese. Più di 30.000 persone al mese, 1.500 al giorno, giungono ai margini delle strutture, chiedendo aiuto.

A tutt’oggi oltre 60.000 persone vivono ancora fuori dai campi in attesa di ricevere indicazioni e un posto dove vivere. Tra i nuovi arrivi più della metà sono bambini e tutti malnutriti. Molti di essi sono talmente gravi da non riuscire a sopravvivere, ne muoiono circa 6 al giorno. Non si possono chiudere gli occhi, non si può distogliere lo sguardo.

Per approfondire:

http://www.giornatamondialedelbambino.org/

 

 

17° Concorso di narrativa Arcade TV Aurora Cantini premiata

              17° Concorso di narrativa Arcade TV Aurora Cantini premiata

Associazione Nazionale Alpini Sezione di Treviso

Gruppo Alpini di Arcade

Premio Letterario di Narrativa

“Parole intorno al fuoco”

dal tema “La Montagna e le sue genti, i suoi soldati, le sue storie di ieri e di oggi”

In collaborazione con la la Presidenza Nazionale ANA, Regione Veneto- Provincia di Treviso – Comune di Treviso – Comune di Arcade

Concorso di narrativa Parole intorno al fuoco

Concorso di narrativa Parole intorno al fuoco

La foto gallery della Cerimonia di premiazione
http://www.alpiniarcade.it/img/parole/2012/album_2012.htm

Inverno sull'altopiano di Aviatico

Inverno sull’altopiano di Aviatico, silenzio bianco sulle Orobie

17° Concorso di narrativa

L’elenco dei vincitori e segnalati e i testi dei racconti premiati

http://www.alpiniarcade.it/premio/17edizione.htm

RACCONTO SEGNALATO

“La mia anima nel vento delle Orobie”

di Aurora Cantini

“Sono nato negli anni Sessanta in una valle incuneata come un graffio di roccia tra le Orobie Bergamasche, nella contrada Porta, frazione a monte di Carona, un gruppo di case addossate le une alle altre a guardia e portale dell’alta Valle Brembana. I miei occhi di bambino hanno giocato con i profili del Monte Cabianca a est e del monte Pegherolo a ovest, imponenti sopra il cielo, unica compagnia al rumoreggiare del torrente Brembo nelle sue rapide irrequiete. L’austero Arera incombeva su di me e io, aggrappato ai rami più alti degli alberi di ciliegie selvatiche, sognavo di evaporare via da lì come un’aquila in volo, come i caprioli inghiottiti dal folto fogliame. A quindici anni non ne potevo più di stare qui, sepolto tra le montagne come la neve che si accumula nei lunghi e freddi mesi invernali.” (…)

 

Da Paolo Tassotti:
Terzo capitolo del “Concept album”

dedicato all’opera di Mark Twain
“Injun Joe”

Amsterdam, sulla veranda

Amsterdam, sulla veranda a lasciare liberi i pensieri

Potete ascoltare il brano al seguente link:

http://www.paolotassotti.it/ita/wp-content/mp3/InjunJoe.mp3

LA MIA RECENSIONE

Elevare l’anima al cielo, sulle note della musica del cuore, disperdere nel vento le preoccupazioni, le angosce, le tristi notti del buio, è come aprire una porta nuova, creata con lacrime di vita e sogni.

La musica ci fa compagnia, allevia le ore lunghe e solitarie, alleggerisce i passi, calma gli affanni, sorregge il cammino, consola gli affranti, tacita accoglie nel suo grembo ogni nostro respiro indomito.

Quando la musica è dedicata al grande Mark Twain si crea un connubio di spiritualità che incanta e avvince come solo elevando l’anima al cielo.

L’immensità dei grandi spazi, degli imponenti fiumi, delle errabonde scorribande, delle giornate lunghe ed assoltate dell’infanzia: tutto questo nel concerto di Paolo Tassotti, evocatore di piedini scalzi e risate fanciulle, ma anche di solitudini affrante e cuori senza casa.

PAOLO TASSOTTI, CHI È

Ecco il link diretto al blog:  http://www.paolotassotti.it/ita/biografia/

Riporto testualmente solo alcune parole della biografia: “Grazie all’influenza dei miei genitori ho avuto la fortuna di vivere fin da piccolo circondato dalla musica.
Ho cominciato a suonare la chitarra all’età di 10 anni da autodidatta. Con la mia prima chitarra classica ho mosso i primi passi sui più o meno complessi giri armonici che costruiscono le canzoni di Battisti.

A 12 anni ho avuto la mia prima chitarra elettrica. Una Fender Stratocaster di fabbricazione giapponese di cui sono ancora un geloso possessore avendone migliorato il suono attraverso la sostituzione dei magneti. (…)”

LA MIA POESIA

DAL FLAUTO

Le note scivolano fuori

senza urtarsi

piano piano.

Rotolano lungo le pareti

s’infiltrano nei muri

si disperdono lontano.

avanzano timide

nel rimbalzar dell’eco

e sfiorano speranze e gemiti

fino a toccare il cielo.

Da un flauto stanco e sofferente

cadono lente gocce

che paion fatue faville.

Da Nel migrar dei giorni, 2000

 

Concorso letterario “Parole rubate al pensiero”

indetto dal Granducato di Alzano Lombardo Bergamo

Poesia quarta classificata
OCCHI DI BIMBO – PRINCE  (una poesia per Haiti)

Dietro il lago d’ombra
soffoca il pianto
il bimbo sperduto
e muto osserva
il mondo devastato.

Raccoglie polvere e sudore,
palpiti di ricordi,
parole taciute
dietro le mani.

Tace il bimbo sperduto
ma gridano gli occhi,

e chiamano.
Risponderà qualcuno? (Aur Cant)

I LINK ALL’EVENTO

http://granducatoalzanosopra.it/il-concorso.html

LE NOTIZIE DEL PREMIO

http://granducatoalzanosopra.it/premio-cartiere-p-pigna.html

IL TESTO DELLA POESIA

la lettura

TRA POESIA E SCULTURA

OCCHI DI BIMBO, Prince scultura di Luigi Oldani

OCCHI DI BIMBO, Prince, scultura di Luigi Oldani

EMERGENZA HAITI

Due anni sono passati da quel terribile terremoto, sono felice che questa poesia, che racconta il dramma dei bambini, abbia ricevuto un riconoscimento in un concorso letterario.
Con lo scultore Luigi Oldani di Dalmine l’anno scorso ho partecipato al Progetto “Emergenza Haiti” in appoggio all’Associzione “Francesca Rava” Onlus per raccogliere fondi in aiuto ai bambini terremotati di Haiti, come spiegato a Bergamonews: Bergamonews, una poesia per Haiti

DAI BAMBINI PER I BAMBINI

Chi meglio di un bambino può lanciare un messaggio di amore verso altri bambini? Il ponte che solo l’innocenza dell’infanzia può creare riesce forse ad abbattere le barriere del pregiudizio e dell’indifferenza, perché quando soffre un bambino soffre l’Umanità intera. E negli sguardi dei bambini troviamo lo specchio della nostra fragilità, del nostro essere nulla di fronte al dolore, perché tutti noi siamo stati bambini e sappiamo bene come stanno le cose, come è trasperente e vulnerabile la loro anima.

LE PAROLE DI DUE ALUNNE DI QUINTA ELEMENTARE

IL LUOGO DEL MIO CUORE

“C’è un luogo nel mio cuore dove vorrei vivere, crescere e sognare. Cari bambini del mondo, ho trovato il mio luogo del cuore, si trova nei cieli più azzurri e vivaci, potete venire tutti per conoscervi  e stare insieme. Con le nuvole potremo vedere dall’alto i nostri desideri, i momenti più belli, incontrare gli amici perduti. Nel mio cielo si trova l’arcobaleno dove si può ammirare il futuro e il passato dell’Universo, per trovare un sorriso nel proprio cuore.” (Chiara)

AIUTAMI,O SPERANZA

Io ho un sogno,

liberare il mondo dalla guerra,

la speranza di un bambino,

la speranza di tutti i cuori

voglio che il mondo sia libero,

libero come il mare,

la colomba bianca voli,

voli e non rimanga imprigionata,

un bambino può cambiare,

cambiare il mondo!

Amo il mondo!

Aiutami, o speranza,

salva il mondo!

(Sara)

UN BRAVO SCRITTORE

E UN BRAVO POETA POSSONO SMETTERE DI SCRIVERE?

CORRADO CALABRÒ per la POESIA, dalla rivista Letteraria ORIZZONTI Aletti Editore:
“Non si decide a tavolino quando scrivere dei versi. Per la narrativa probabilmente è un po’ diverso, lì la materia richiede una struttura e la definizione di un progetto.

La POESIA invece, è qualcosa di profondamente emotivo, che si impossessa del poeta dettando le sue regole quando meno egli se lo aspetta. Bisogna soltanto avere la disponibilità di attendere e l’umiltà di abbandonarsi all’ispirazione.
La poesia è una Musa ritrosa, che non ama indugiare. Ma quando viene, viene con una spinta tale per cui non posso assolutamente sottrarmi. Sul momento cerco di resistere, un po’ perché quel tipo di emozione mi stravolge la giornata, un po’ perché mi sono accorto che la poesia non vuole essere incalzata.  Ama essere Lei a scegliere il momento giusto, e quando arriva, ti reclama con tutta la sua irresistibilità.

La poesia richiede indubbiamente un momento razionale di sistemazione e di ordine. Ma deve possedere anche qualità di sensitività  e di stupore. Viene da un livello dell’essere che io definisco “pre-conscio”. La poesia ha un’anima dionisiaca, ben lontana dalla razionalità socratica che vorrebbe, invano, definirla e catalogarla.”

ANDREA G. PINKETTS dice anche:
“La scrittura è qualcosa che ti appartiene per diritto di nascita, come la pittura, la scultura, o qualsiasi altra forma d’arte. Sei destinato, predestinato, condannato a praticarla. Ragion per cui quando giunge il momento decisivo per misurarsi con il mondo delle parole, inevitabilmente finisci per diventarne a tua volta preda, o predatore.”

LOUISE BOURGEOIS conclude:
“Fare arte non è una terapia, è un atto di sopravvivenza, una garanzia di salute mentale, la certezza che non ti farai del male e che non ucciderai nessuno.”

E IO, PERCHE’ SCRIVO?

Io scrivo per me stessa, per farmi compagnia, per dare sollievo e risposta ad un dilemma esistenziale che, da sempre, mi porto dentro. Vivo, fin da quando ero bambina, in compagnia dei libri e delle storie che, a mia volta, scrivo.
I versi sono una medicina per l’anima, una consolazione allo sfasamento e alle solitudini di oggi. Un verso è veloce come ogni nostro passo e ci accompagna lungo ogni nostro respiro, insaziabile e pungente. Sorregge il cammino, riempie le notti, allontana la paura. Ogni poesia è una storia che rivive, sfolgorante, e parla all’umanità attraverso la voce di uno solo.
La mia poesia nasce dal mio stesso essere viva, è una forza a cui non posso sottrarmi. Quando succede un fatto che mi emoziona molto, dentro il mio cuore si forma come un lago dove si concentra  tutta la mia emozione che preme e vuole uscire attraverso le parole, fino ad annullarmi e sentirmi tutt’uno con il mondo che mi circonda; poi mi sento più leggera.

QUESTO MONDO CHE IO SCRIVO

Questo mondo che io scrivo è anche il tuo, io do parole a ciò che tu già sai ma che non hai ancora scoperto appieno. Cerco di tradurre lo scorcio d’infinito che riesco a scoprire in parole che anche tu puoi usare, per continuare a combattere, per continuare a creare, per continuare a Vivere.
Vorrei accompagnare ogni lettore in un viaggio immaginario fuori e dentro la propria anima. E al termine di questo viaggio ognuno avverte l’impressione di essere stato tra i testimoni di quanto narrato o se addirittura si è identificato con passione in qualcuna delle mie liriche riportandone vive emozioni e magari qualche motivo di utile riflessione, allora potrò affermare con gioia di aver raggiunto il mio scopo.
Nel frattempo, anche per questo 2012, continuerò a scrivere poesie e storie, perché è la vita stessa che chiede di farsi racconto, di trasformarsi in storia, di diventare scrittura, di vincere il silenzio e l’oblio.

Mare infinito di nebbia sull'altopiano di Aviatico

Mare infinito di nebbia sull’altopiano di Aviatico

Un mare infinito di nebbia sull’Altopiano di Aviatico: dal mio balcone, a 1.100 metri sul mondo, i miei occhi catturano l’immenso mistero della natura.

Come posso resistere a questo richiamo?  La mia casa sotto la Cornagera

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