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DAVANTI AL PRESEPE parole e pensieri

DAVANTI AL PRESEPE

Amsterdam
Amsterdam

L’ANGELO
In quella notte di dicembre in Palestina ben pochi viandanti erano in viaggio. Tra coloro che proseguivano troviamo i due sposi di Nazareth. Stanchi e infreddoliti, sentivano crescere dentro mille dubbi e interrogativi sul compito gravoso che li attendeva, mentre gli zoccoli incespicavano sui ciotoli della pista carovaniera. Possiamo immaginare i loro sguardi guizzanti e impauriti lungo i contorni in ombra delle colline, possiamo sentire la morsa di angoscia che attanagliava il respiro. Ma su tutto regnava l’attesa di qualcosa di immenso e incomprensibile.

IL CENSIMENTO
Anche i legionari romani si muovevano in quelle ore, pieni di dubbi sul valore del Censimento e rimpiangendo il calore della caserma a Gerusalemme. Anch’essi stranieri in una terra straniera, valorosi eppur fragili dietro la loro corazza di silenzio.

LA LOCANDA
Il momento più drammatico del cammino di Maria e Giuseppe resta il loro tentativo di ospitalità alla locanda di Betlemme. Il luogo di incontro diventa il simbolo del rifiuto verso chi è debole o straniero. E’ facile quindi associare la Sacra Famiglia alla famiglia emigrante: quella dei nostri nonni, con la valigia di cartone chiusa con lo spago, e quella del nostro tempo, con il rumore degli spari negli orecchi, ancora più sola in questo nostro muoversi frenetico.
Per questo Gesù scelse come luogo di incontro e amicizia un posto senza porte e senza confini: l’immensità del mondo, la terra degli uomini.

LE LAVANDAIE
Lungo il cammino di Gesù troviamo molte figure di donna e queste sconosciute lavandaie sono tra le più dolci: nel crepuscolo della terra di Palestina esse per prime videro riflettersi nell’acqua le gocce lucenti della magica Stella. Chissà con quale tremore quelle mani screpolate e ruvide strinsero i panni bagnati, per poi sollevarsi gocciolanti verso il fulgido richiamo, mute di suppliche e desideri, ancora pronte a cullare e fasciare il più piccolo degli indifesi.
E mentre le agili mani sfioravano l’acqua, piccole perle calde scesero a impreziosire i bianchi camicini come pegno d’amore materno e devoto fino al dolore della Croce.

Il Massiccio della Presolana
Il Massiccio della Presolana, sentinella sul Mondo.

I PASTORI
Alcuni pastori osservavano dalle rupi il passaggio dei forestieri lungo le immense praterie steppose della regione di  Betlemme, a mezzanotte. Si trovavano nella più completa solitudine, induriti da una vita di intemperie, vagabondi negli affetti, solitarie presenze in un mondo severo e sferzato dal vento. Non chiesero spiegazioni agli strani eventi di quella Notte, ma offrirono aiuto senza riserve, nel modo più completo e totale. Dietro la scorza ruvida e taciturna brillava la tenerezza più morbida.

I BEDUINI
Alcuni nomadi venuti dalle terre del Sinai si spostavano seguendo il miraggio di una fuga dalla povertà. Impolverati e stanchi cercavano un sogno di speranza al loro vagabondare senza tregua. Nei loro sguardi si raccoglie tutta la desolazione dei profughi di ogni tempo, sperduti ma sempre pronti a riprendere il cammino.

IL DORMIENTE
V’ era un anfratto poco fuori la città dove i viandanti trovavano sollievo. Anche Maria appariva provata dal lungo viaggio e desiderava stendersi a riposare. Le fecero posto nel piccolo spazio tra le rocce, ma quando le sue mani si posarono sul volto di chi in silenzio attendeva la nuova alba, lieve il suo tocco alleggerì ogni pena e confortò ogni cuore, perchè, anche se tacita,  aveva ascoltato le loro invocazioni.
In cambio offriva a tutti gli uomini ciò che aveva di più caro: Suo Figlio.

Le ultime cascine contadine in Valle Camocco, sotto Ganda, altopiano di Aviatico
Le ultime cascine contadine in Valle Camocco, sotto Ganda, altopiano di Aviatico

I TAGLIALEGNA
Accanto al giaciglio col bambino alcuni taglialegna accesero un fuoco: subito il chiarore s’irradiò ad avvolgere il Neonato addormentato. Gli uomini intanto osservavano con occhi sgranati il mistero che si presentava loro e che scaldava i loro cuori e le loro menti come un fuoco acceso. Questi semplici taglialegna scoprirono che il loro fuoco di legna aveva trovato sublime corrispondenza con il fuoco dell’anima scaturito da Dio.

IL FORNAIO
Le mani del fornaio richiamano l’idea della purezza . Sono l’anello che lega il chicco di grano all’uomo e portano vita, offrendo pane. Anche Gesù userà sempre il pane quando vorrà esprimere i suoi messaggi più profondi. Il pane deposto vicino a Maria racchiudeva il sapore della fatica e della gioia, il gioco di un bimbo che cresce, il pianto di chi ha fame, l’amore di Dio. Nulla si perde, tutto si stempera nell’eternità del Cristo.

I CONTADINI
I contadini che quella Notte offrirono i loro pochi cibi a Giuseppe avevano sulle spalle il ritmo delle stagioni, i semplici gesti della vita quotidiana, la capacità di adattarsi al mutare degli eventi, e quella di conservare intatto il valore degli affetti, delle cose care. Essi, con la loro offerta, volevano esprimere l’antico legame di solidarietà del mondo contadino e rinfrancare un uomo sperduto ma saldo nel suo impegno più grande.

IL CIABATTINO
Alcuni tra i mestieri più diffusi al tempo di Gesù erano il ciabattino o il fabbro, che rappresentati nel presepe di ogni tempo, sono l’emblema del lavoro solitario. Nello spazio ristretto di un locale, chini  sugli attrezzi, forgiavano e creavano piccoli capolavori, silenziosi ed attenti nel loro compito. Proprio dal silenzio scese fino al cuore quel richiamo dolce che solo una coscienza di pace può sentire; scese sfiorando delusioni di ogni giorno; scese fino in fondo inebriando i loro occhi di immagini meravigliose, rendendo questi uomini liberi nell’anima, liberi davvero. Il Bambino Gesù aveva parlato solo a chi era riuscito a sentire la sua voce leggera: la voce del silenzio.

IL CASALE
Nel passato le strade, acciottolate e fangose, erano percorribili solo a dorso d’asino o con i carretti. I viandanti sapevano però di poter contare sull’ospitalità della gente dei casali sparsi lungo i pendii o nelle vallate. Il fuoco sempre acceso scaldava i cuori e le menti, avvolgeva come una calda coperta quegli uomini induriti dalle fatiche e gli sguardi legavano al mondo i solitari giorni di chi era perso.

Trieste, Presepe di Luci
Trieste, Presepe di Luci

I MAGI
Nella gelida notte della Palestina apparvero in lontananza tre stranieri. Erano partiti pieni di incertezze, guidati soltanto da un effimero miraggio e dalle parole scritte da chi era morto ormai da tempo. Ma il loro destino è tracciato: porteranno luce all’uomo nuovo, speranza al figlio perduto, rinascita al seme gettato. Si inginocchieranno e onoreranno il loro unico agognato angelo, il solo che potrà alleviare il loro inquieto vagare come stella, la sola Stella per inquieti viandanti del tempo.

Ecco il link diretto con la Gallery delle immagini dal sito di Bergamasca.net:

Davanti al Presepe

Pubblicato da Aurora Cantini

Aurora Cantini, insegnante di scuola primaria, scrivo dall’età di 10 anni. Ho pubblicato tre libri di poesie: “Fiori di campo” Edizioni Il Grappolo Salerno 1993 (rieditato nel 2011), “Nel migrar dei giorni” Edizioni La Conca Roma 2000, “Uno scrigno è l’amore” Ed.Circolo Culturale Identità Pontedera 2007 e un libro di narrativa “Lassù dove si toccava il cielo” Edizioni Villadiseriane Bergamo 2009, presentato a Roma dalla giornalista di Rai1 Alma Grandin allo Spazio Bergamo dell’Arciconfraternita dei Bergamaschi. Nel 2012 è uscito il romanzo "Come briciole sparse sul mondo", Aletti Editore, centrato sulla tragedia delle Torri Gemelle vista da chi era intrappolato nella Torre Nord. Nel 2014 ecco il quarto libro di poesie, "Oltre la curva del tramonto" per LietoColle Editore, insieme al libretto in memoria del mistico frate questuante Fra Pacifico da Amora (1883-1937) dal titolo "Un campo di stelle il mio riposo" Edizioni Villadiseriane. Nel 2000 conferimento del titolo onorifico di “Cavaliere per la poesia” e la qualifica di “Poeta insigne” a Roma, “per i meriti faticosamente acquisiti e imperniati sulla crescita culturale del nostro Paese senza l’aiuto dei mass-media.” Nel 2004 premiata insieme all’On. Giulio Andreotti dallo scrittore Giuseppe Todisco durante una solenne cerimonia nella Sala Paolina di Castel Sant’Angelo a Roma, nell’ambito del Premio Letterario “I Poeti del Terzo Millennio” con prefazione di Massimo Rendina e postfazione di Giulio Panzani. Nel 2006 medaglia d’argento dallo scrittore Manrico Testi in Palazzo della Signoria a Firenze nel Salone dei Cinquecento (sede del Consiglio Comunale) e alla 17^ edizione del Premio Biennale di poesia e narrativa ”Massimiliano Kolbe” Savigliano Cuneo. Due medaglie d’oro (poesia nel 2008 e prosa nel 2009). Nel 2010 conferito il titolo di “Accademico d’Onore” a Caserta per “la fedeltà di questi anni alla comunicazione poetica e il costante impegno nella cultura”. Nel 2009 2^ classificata concorso “Angelo Musco – poesia, prosa e arti figurative” Accademia Internazionale Il Convivio” Giardini di Naxos Messina, presidente lo scrittore critico letterario e giornalista Giorgio Barbieri Squarotti. Nel 2010 seconda classificata per la poesia al XXIV Premio Letterario Laurentum, Roma, uno dei più prestigiosi in Italia, premiata dall’On. Gianni Letta e Pino Insegno, insieme al compositore Ennio Morricone, presente Maurizio Cucchi, Mauro Mazza, Davide Rondoni, Simona Izzo, Ugo Pagliai. Terza classificata al XXVIII Premio Letterario “Giorgio La Pira” a Pistoia, premiata insieme a Bamir Topi, Presidente dell’Albania, don Luigi Ciotti, Luigi Cardini, Presidente Nazionale Avis, Pietro Grasso Procuratore Nazionale Antimafia, nell’ambito della 28^ Giornata della Pace, della Cultura e della solidarietà. Inserita in moltissime antologie di poeti contemporanei. “Gran riconoscimento e merito della Giuria” al Premio letterario internazionale “L’integrazione culturale per un mondo migliore” organizzato dal Consolato Generale dell’Ecuador a Milano e dal Centro di Arte e Cultura Ecuador Sezione Letteratura, Presidente Guaman Allende. Numerosi primi posti in moltissimi concorsi letterari nazionali e internazionali. Molti interventi nelle scuole primarie sul tema della poesia. Partecipazione a varie rassegne letterarie: “Aperitivo con l’autore 2011 Rovetta” in cartellone con nomi eccellenti quali: Paolo Aresi, Marco Frattini… “Incontro con l’autore 2011 Libreria Mondatori Lovere” in elenco accanto a nomi famosi, come: con Paolo Aresi, Raul montanari, Fabrizio Carcano, Mario Mazzantini, Beppe Bigazzi, Elisabeth Mantovani… Collabora da esterna con il Portale Web della Val Seriana www.vivisulserio.it e con www.bergamasca.net Inserita del Gruppo Lettori del Centro del Libro Parlato Fratelli Milani, Brescia, per l’Unione Italiana Ciechi ed Ipovedenti onlus.

3 Risposte a “DAVANTI AL PRESEPE parole e pensieri”

  1. Il nostro cuore è un Presepe vivente, in noi ogni giorno nasce una nuova storia, vive un nuovo inizio, respira un nuovo sogno.

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