Crea sito

PISTOIA, XXVIII PREMIO LETTERARIO INTERNAZIONALE GIORGIO LA PIRA e Aurora Cantini

PISTOIA,

XXVIII EDIZIONE DEL PREMIO LETTERARIO INTERNAZINALE

“GIORGIO LA PIRA”

Con l’adesione del Presidente della Repubblica e con il patrocinio: REGIONE TOSCANA – PROVINCIA DI PISTOIA – ASSESSORATO ALLA CULTURA DEL COMUNE DI PISTOIA – ASSOCIAZIONE PER LA VALORIZZAZZIONE DELLA DEMOCRAZIA IN ITALIA ONLUS – FONDAZIONE DELLA CASSA DI RISPARMIO DI PISTOIA E PESCIA – SETTIMANALE “LA VITA” DI PISTOIA – ASSOCIAZIONE CONSIGLIERI ONORARI REGIONE TOSCANA – FONDAZIONE NAZIONALE “GIORGIO LA PIRA” CENTRO DELLA PACE DI ASSISI

Giuseppe Grattacaso, insegnante e presidente dell’Associazione teatrale pistoiese è il vincitore dell’edizione 2010 del premio internazionale di narrativa e poesia “Giorgio La Pira”, promosso dal Centro studi “Giuseppe Donati” del presidente Giancarlo Niccolai. Grattacaso ha vinto la sezione RACCONTO, con “La crepa”.
Al secondo posto si è classificata Serafina Spatafora di San Giuseppe Jato (Palermo) con il racconto “Come Alijai”; 3ª classificata Silvana Perotti di Napoli con il racconto “Pronto Soccorso-35 gradi”. Segnalati, Rosa Belotti, Bruno Mistica, Wilma Ambrosio, Pierfrancesco Galeri, Mauro Nerucci Mauro e Maria Folgarit.  Per la sezione poesia, ha vinto l’aquilano Umberto Vicaretti con la poesia “La mia città respira oltre le stelle”; al secondo posto Mina Antonelli di Gravina di Puglia (Bari) con la poesia “Bruciano olocausti a Gerusalemme.

Terza classificata, la bergamasca Aurora Cantini con la poesia “L’uomo della miniera”.

Per leggere la poesia si può cliccare qui:

L’uomo della miniera 

IL VERBALE DELLA GIURIA 

Segnalati, Egizia Malatesta, Cettina Caliò, Salvatore Cangiani, Adolfo Silveto, Emilia Fragomeni, Grazia Godio.  Segnalazioni speciali per la pistoiese Francesca Grasso con il racconto “Ama e fa’ ciò che vuoi”, per Paola Costa di Cunei con la poesia “È il mio sogno” e per l’albanese Cezarin Toma con la poesia “Noi”.  I primi tre classificati di ogni categoria riceveranno premi in denaro a scalare di 700, 500 e 250 euro.  
Le commissioni giudicanti erano formate dal dottor Gianni Giovannoni, dal dottor Menotti Galeotti, dalla professoressa Lidia Gori, dalla professoressa Anna Maria Guidi, dal dottor Mario Agnoli, dalla professoressa Rita Becherucci Corrieri, dal dottor Aldo Bonan, dall’avvocato Marco Baldassarri, dal giornalista Francesco Pacini e dal dottor Marco Gasperini.  
La premiazione dei vincitori avrà luogo il 21 novembre alle 9,30 nella sala sinodale di palazzo dei vescovi nell’ambito della XXVIII Giornata internazionale della pace, della cultura e della solidarietà, promossa e organizzata dal Centro Studi “G. Donati”.  
Nella stessa giornata, alle 15,30 nella cattedrale di San Zeno saranno conferiti i premi della pace, della cultura e della solidarietà intitolati all’ex sindaco di Firenze.  I premi quest’anno saranno ritirati da Bramir Topi (presidente della Repubblica di Albania), Pietro Grasso (procuratore nazionale antimafia), don Luigi Ciotti (fondatore associazione “Gruppo Abele”), padre Aldo Sarotto (Piccola casa della divina provvidenza “Cottolengo”), Luigi Cardini (presidente nazionale gruppo donatori di sangue Fratres), padre Hugo Rios (fondazione pediatrica di Kimbondo, Congo), gruppo musicale “Gen Verde” (espressione artistica del Movimento dei Focolari).

I dettagli della Premiazione: http://www.vita.it/news/view/108733

LE INIZIATIVE CORRELATE

Diverse sono state le commemorazioni fatte in ricordo dei massimi personaggi della storia recente italiana. Tra queste spicca certamente la realizzazione della celebre  memoria storica posta in Piazza S. Francesco e volta a ricordare il sacrificio di Aldo Moro e degli uomini della sua scorta, brutalmente assassinati dalla Brigate Rosse.
Inoltre, il Centro Studi “G. Donati” si occupa dell’organizzazione annuale della “Giornata Internazionale della Pace, della Cultura e della Solidarietà”. Quest’importante iniziativa, da sempre amata dalla cittadinanza, si pone l’obiettivo di portare in città gli “eroi del nostro tempo”, quegli uomini e quelle donne che, in tutti i campi e a qualunque livello, hanno deciso di porsi al servizio degli altri operando instancabilmente per la promozione della giustizia, della conoscenza e del bene comune. In questo modo, il Centro Studi “G. Donati” cerca di offrire ai cittadini l’opportunità di incontrare personalità illustri e veramente capaci di scuotere le coscienze, favorendo così la maturazione personale del singolo così come quella della collettività.
La Giornata, in particolare, prevede da un lato la premiazione dei vincitori del Premio Letterario di Narrativa e Poesia “Giorgio La Pira”, dall’altro il conferimento dei premi a personalità di statura morale e intellettuale particolarmente elevata: sono stati premiati, tra gli altri, uomini politici come Oscar Luigi Scalfaro, giornalisti come Enzo Biagi e Magdi Cristiano Allam, poeti come Mario Luzi e scienziati come Rita Levi Montalcini. Un posto speciale è sempre stato riservato agli esponenti del mondo religioso che, a ogni livello, si sono distinti per il loro impegno pastorale e per l’attenzione verso i più umili e i più deboli. Oggi l’associazione può considerarsi come parte integrante del tessuto sociale, culturale e politico di Pistoia; il crescente gradimento mostrato dalla popolazione nei confronti delle sue attività invita giorno dopo giorno il Centro Studi “G. Donati” a proseguire convintamente la sua opera di promozione dei più alti valoremoria storica posta in Piazza S. Francesco e volta a ricordare il sacrificio di Aldo Moro e degli uomini della sua scorta, brutalmente assassinati dalla Brigate Rosse.
Inoltre, il Centro Studi “G. Donati” si occupa dell’organizzazione annuale della “Giornata Internazionale della Pace, della Cultura e della Solidarietà”. Quest’importante iniziativa, da sempre amata dalla cittadinanza, si pone l’obiettivo di portare in città gli “eroi del nostro tempo”, quegli uomini e quelle donne che, in tutti i campi e a qualunque livello, hanno deciso di porsi al servizio degli altri operando instancabilmente per la promozione della giustizia, della conoscenza e del bene comune. In questo modo, il Centro Studi “G. Donati” cerca di offrire ai cittadini l’opportunità di incontrare personalità illustri e veramente capaci di scuotere le coscienze, favorendo così la maturazione personale del singolo così come quella della collettività.

 

 

 


Pubblicato da Aurora Cantini

Aurora Cantini, insegnante di scuola primaria, scrivo dall’età di 10 anni. Ho pubblicato tre libri di poesie: “Fiori di campo” Edizioni Il Grappolo Salerno 1993 (rieditato nel 2011), “Nel migrar dei giorni” Edizioni La Conca Roma 2000, “Uno scrigno è l’amore” Ed.Circolo Culturale Identità Pontedera 2007 e un libro di narrativa “Lassù dove si toccava il cielo” Edizioni Villadiseriane Bergamo 2009, presentato a Roma dalla giornalista di Rai1 Alma Grandin allo Spazio Bergamo dell’Arciconfraternita dei Bergamaschi. Nel 2012 è uscito il romanzo "Come briciole sparse sul mondo", Aletti Editore, centrato sulla tragedia delle Torri Gemelle vista da chi era intrappolato nella Torre Nord. Nel 2014 ecco il quarto libro di poesie, "Oltre la curva del tramonto" per LietoColle Editore, insieme al libretto in memoria del mistico frate questuante Fra Pacifico da Amora (1883-1937) dal titolo "Un campo di stelle il mio riposo" Edizioni Villadiseriane. Nel 2000 conferimento del titolo onorifico di “Cavaliere per la poesia” e la qualifica di “Poeta insigne” a Roma, “per i meriti faticosamente acquisiti e imperniati sulla crescita culturale del nostro Paese senza l’aiuto dei mass-media.” Nel 2004 premiata insieme all’On. Giulio Andreotti dallo scrittore Giuseppe Todisco durante una solenne cerimonia nella Sala Paolina di Castel Sant’Angelo a Roma, nell’ambito del Premio Letterario “I Poeti del Terzo Millennio” con prefazione di Massimo Rendina e postfazione di Giulio Panzani. Nel 2006 medaglia d’argento dallo scrittore Manrico Testi in Palazzo della Signoria a Firenze nel Salone dei Cinquecento (sede del Consiglio Comunale) e alla 17^ edizione del Premio Biennale di poesia e narrativa ”Massimiliano Kolbe” Savigliano Cuneo. Due medaglie d’oro (poesia nel 2008 e prosa nel 2009). Nel 2010 conferito il titolo di “Accademico d’Onore” a Caserta per “la fedeltà di questi anni alla comunicazione poetica e il costante impegno nella cultura”. Nel 2009 2^ classificata concorso “Angelo Musco – poesia, prosa e arti figurative” Accademia Internazionale Il Convivio” Giardini di Naxos Messina, presidente lo scrittore critico letterario e giornalista Giorgio Barbieri Squarotti. Nel 2010 seconda classificata per la poesia al XXIV Premio Letterario Laurentum, Roma, uno dei più prestigiosi in Italia, premiata dall’On. Gianni Letta e Pino Insegno, insieme al compositore Ennio Morricone, presente Maurizio Cucchi, Mauro Mazza, Davide Rondoni, Simona Izzo, Ugo Pagliai. Terza classificata al XXVIII Premio Letterario “Giorgio La Pira” a Pistoia, premiata insieme a Bamir Topi, Presidente dell’Albania, don Luigi Ciotti, Luigi Cardini, Presidente Nazionale Avis, Pietro Grasso Procuratore Nazionale Antimafia, nell’ambito della 28^ Giornata della Pace, della Cultura e della solidarietà. Inserita in moltissime antologie di poeti contemporanei. “Gran riconoscimento e merito della Giuria” al Premio letterario internazionale “L’integrazione culturale per un mondo migliore” organizzato dal Consolato Generale dell’Ecuador a Milano e dal Centro di Arte e Cultura Ecuador Sezione Letteratura, Presidente Guaman Allende. Numerosi primi posti in moltissimi concorsi letterari nazionali e internazionali. Molti interventi nelle scuole primarie sul tema della poesia. Partecipazione a varie rassegne letterarie: “Aperitivo con l’autore 2011 Rovetta” in cartellone con nomi eccellenti quali: Paolo Aresi, Marco Frattini… “Incontro con l’autore 2011 Libreria Mondatori Lovere” in elenco accanto a nomi famosi, come: con Paolo Aresi, Raul montanari, Fabrizio Carcano, Mario Mazzantini, Beppe Bigazzi, Elisabeth Mantovani… Collabora da esterna con il Portale Web della Val Seriana www.vivisulserio.it e con www.bergamasca.net Inserita del Gruppo Lettori del Centro del Libro Parlato Fratelli Milani, Brescia, per l’Unione Italiana Ciechi ed Ipovedenti onlus.

2 Risposte a “PISTOIA, XXVIII PREMIO LETTERARIO INTERNAZIONALE GIORGIO LA PIRA e Aurora Cantini”

  1. NOTARE.
    Ma la prima colpa non è di Berlusconi. E' della struttura politico-legislativa che gli ha permesso di rimanere lì "ad libitum". Se andiamo poi a vedere notiamo che questa struttura è stata voluta soprattutto dal PD. Avevano fatto male i calcoli, ma non si rimedia senza un solenne "mea culpa, mea culpa, mea massima culpa!!!" Inoltre più nessuno dice che in ITALIA esistono, come minimo, 60.000 milioni di euro l'anno di TANGENTI pari a 60 miliardi. Se, anche in questo momento non lo dice più nessuno, allora "gatta ci cova".  E l'evasione fiscale? Per le IMPOSTE non c'è nessuna volontà di accertarle pienamente poiché, altrimenti, basterebbe fare come in U.S.A.  Approvare una legge che autorizzi la Pubblica Amministrazione a mandare in giro clienti fasulli per mettere gli evasori alla prova. Io non dico come Bartali, però molte cose sono da buttare.
    OSSERVAZIONE
    POLITICA e CULTURA:  DALLA “LINEA BARTOLETTI” alla  “LINEA RUINI” e da MORO e LA PIRA, a BERLUSCONI
    FOTO: ILARIA DEL CARRETTO. Vedi:                                                                          
    http://www.facebook.com/media/set/?set=a.228902670488564.62602.100001064993213&l=48437d71c1&type=1

    Quando, il 15 settembre 1958, Mons. ENRICO BARTOLETTI arrivò a Lucca quale vescovo Ausiliare aveva in mente due cose. La tomba di Ilaria del Carretto e la scritta, in greco, che si trovava sulla parete al lato della stessa tomba. Si leggeva in greco: “Tànatos, atànatos, tà loipà tnetà”, che mi spiegò voleva dire: “La morte immortale, il resto di tutte le cose, mortali”. Non essendo lui disposto a soggiacere a cose periture, per non dire effimere, da vescovo puntava tutto sulla meditazione della morte quale essenza di immortalità. Il Bartoletti, in quei mesi, intimamente si identificava con Ilaria del Carretto, morta anche lei, appunto. La prima volta che andai a trovarlo a Lucca mi disse di guardare bene la tomba poiché, oltre a lui (Ilaria), ci sarei stato anch’io. Guardai bene, in san Martino, il sacro monumento di Jacopo Della Quercia ma non riuscii mai a vedermi. La prima volta che ritornai a Lucca comunque mi domandò: “ti sei visto?” Gli risposi: “o guardato bene ma non mi sono visto da nessuna parte”, e lui zitto.  Solo dopo alcuni anni dalla morte del Bartoletti, avvenuta nel 1976, riguardando la tomba riuscii a capire dove mi aveva collocato. Mi identificava nel cagnolino che si trova ai suoi piedi, non so ancora se per un sentimento di affettività verso Ilaria, oppure a sua difesa. Ultimamente, dopo la pubblicazione, nel 1994, delle due lettere di don Milani al Bartoletti (10/09/1958 e 1°/10/1958), ritengo anche a Sua difesa. Infatti esistono dei cani addestrati  anche per la difesa personale. Ma tutto ciò non si sarebbe verificato se, dopo la morte di papa ALBINO LUICIANI, non si fosse passati, alla C.E.I. e in Vaticano, dalla “LINEA BARTOLETTI” per una Chiesa profetica e povera (e per Aldo Moro), alla “LINEA RUINI” per una Chiesa temuta, trionfante ed assistenzialista (e per Silvio Berlusconi), come lascia intendere anche l’Enciclopedia Wikipedia alla voce “E. Bartoletti”. Cfr. FOTO su Facebook a Giovangualberto Ceri.  F.to GIOVANGUALBERTO CERI
    1 – RICORDI
                Disse, forse, a Firenze pubblicamente queste parole il Cardinale ERMENEGILDO  FLORIT, nel 1976 dopo morto Mons. ENRICO BARTOLETTI: cioè mi sembra proprio durante l’ESEQUIE. Ho io qui scritto adesso, “forse”, perché ancora non mi risulta che alcuno, la frase che citerò, se la sia ricordata, e quindi potrei anche essermela sognata.
    Disse dunque, forse, il Cardinale Florit: “Questo è il caso, tutto unico, in cui il SUCESSORE fa l’esequie del suo PREDECESSORE.”  Florit con ciò alludeva al fatto che, venendo Egli a Firenze, aveva avuto piena contezza che il Cardinale ELIA DALLA COSTA  aveva indicato il Bartoletti come suo degno successore e non Lui, cioè Florit, e volle con questa frase farne nobilmente ammenda. Se fosse vero, e io non me la fossi inventata, l’apprezzerei molto detta dal Cardinale Florit.
    Molto tempo prima, proprio il giorno in cui i quotidiani pubblicavano a Firenze la nomina del Bartoletti ad Ausiliare dell’Arcivescovo di Lucca, credo fosse una domenica mattina di piena estate 1958, io incontrai per caso il Bartoletti in Via de’ Pecori e, fra le altre cose, fece scivolare questa frase: “PERCUOTERANNO IL  PASTORE E IL GREGGE SARÀ DISPERSO”, ma non so dove l’avesse letta. Questa sua frase combacia però stranamente con quella di Florit all’esequie. Sarà per caso?

    F.to GIOVANGUALBERTO  CERI
     
     2 – RICORDI
    LA STORIA DE ‘I DUE CANARINI DEL SINDACO DI FIRENZE PROFESSOR GIORGIO LA PIRA’.
    La stampa li fece diventare famosi. Nella causa per la sua beatifica zio e non se ne parla. Glieli aveva dati però, a Lucca, un altro futuro santo: Monsignor Enrico Bartoletti. Perché?
    Una delle molte volte che sono andato a trovare a Lucca, all’arcivescovado, Mons. Bartoletti, e cioè dopo il 1958, entrato nella sua stanza, che ha una finestra che guarda il dietro della Cattedrale di san Martino, lui mi fece notare di avere due canarini in gabbia: quasi mi volesse indicare un nostro simbolo autobiografico. Mi venne da rimanerne sorpreso è dissi, più o meno: “Ma come si fa a tenere degli uccellini in gabbia. Io non vorrei starci. Liberiamoli!!! Lui, della mia meraviglia, quasi se ne offese e mi rispose: “Se gli liberassi morirebbero, non saprebbero dove andare a dormire, e anche per procurarsi il cibo. Ma come puoi pensare che una persona come me, tanto amante della LIBERTÀ, possa, non so per quale motivo, tenere due animali prigionieri?” Capii che aveva respinto indignato l’osservazione al mittente, ma non si dimostrò adirato. Quando la volta dopo ritornai i due canarini però non c’erano più. Li aveva regalati al professor La Pira in quale credo li tenesse a Palazzo Vecchio. Anche i giornali ne parlarono.
    La volta prima dell’incidente dei due canarini Mons. Bartoletti mi aveva fatto notare che io e Giorgio La Pira arrivavamo sempre senza prima avvertire, ed eravamo gli unici. Ma, per lui, disse che tutto ciò andava bene lo stesso, ovviamente trattandosi di noi. Anzi, riempiendomi di orgoglio trovò il modo di dirmi anche che, fra me e Giorgio La Pira, preferiva me, mentre fra me e Giuseppe Dossetti preferiva Dossetti. Dopo dettolo, notò che io ero rimasto male, che avevo fatto il broncio, e perciò aggiunse: “Questo lo penso io, ma non è detto che universalmente, oggettivamente, debba essere così.” E poi cambiò discorso.
    Cosa ne fece il Sindaco La Pira, poi, dei due canarini? Dove andarono a finire? Forse una risposta potrebbero darcela il fratelli GIOVANNONI, O GIANNI, O GIORGIO, che, di La Pira, conoscevano tutti i particolari mentre io l’avevo visto sempre da lontano, o di sfuggita, anche perché non era effettivamente il mio tipo, né io il suo, pur essendomi io stesso rovinata l’esistenza per aver seguito la sua delibera. E si tratta della delibera dell’Amministrazione La Pira contro gli APPALTI del DAZIO, o Imposte di Consumo. E si tratta della Deliberazione Consiliare 5 ottobre 1964, n. 5555/710/C e del coraggiosissimo ricorso di La Pira, in data 16 Gennaio 1965, contro il Prefetto di Firenze che l’aveva bocciata, all’uopo ovviamente autorizzato con deliberazione d’urgenza della Giunta Comunale in data 15 Gennaio 1965, n.383. Gran parte di questa storia, che sta all’origine dell’approvazione in ITALIA dell’ IVA (Imposta sul Valore Aggiunto) non appaltabile, al posto dell’ I.C.O. appaltabile, ovviamente il tutto per l’intervento del Bartoletti, è stata pubblicata sulla rivista ‘SOTTO IL VELAME’, dell’Associazione Studi Danteschi e Tradizionali, di Torino diretta da …

  2. Le tue parole rispecchiano la realtà: noi fatichiamo, stentiamo a trovare la luce, ma gli altri? Tutta la classe legislativa ha colpe, non ne salvo nessuno!

I commenti sono chiusi.